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Alessio Tibaldi è nato nel 1977 a Milano, dove vive e lavora.
"Il concetto di dolore, inteso in tutte le sue forme, è sempre stato il fulcro della mia ricerca artistica. Più in generale, mi affascinano quegli aspetti lugubri e, per certi versi, scomodi facenti parte dell’esperienza umana. Ciò che mi interessa è far emergere e dare visibilità a questa intima condizione che, ovviamente, pattuisce uno stretto legame con l’inacettabile e scioccante esperienza della morte. In particolar modo, sono attratto da quella forte sensazione apocalittica, dal sentimento di pericolo imminente, dall’inevitabile catastrofe mostrando, quindi, il punto di non ritorno, l’irreparabile.
Partendo da contesti iconografici differenti, seleziono alcuni elementi (sagome, particolari o dettagli) per fonderli tra loro in un’unica soluzione. Punto di partenza sono tutte quelle immagini contemporanee e non che spaziano dalla tipica fotografia di stampo reportagistico che ritrae situazioni estreme (riti esorcistici, fosse comuni, malformazioni anatomiche causate dagli effetti del nucleare, malattia...) all’iconografia religiosa medievale (teoria di santi, mosaici raffiguranti Dio nella volta celeste, le anime dannate negli inferi...).
Altre fonti d’ispirazione sono il fumetto, l’iconografia orientale relativa al mostruoso, lo studio di mappe e cartine di città etrusche, romane e la polis greca. Di fondamentale interesse sono i disegni di Leonardo (nello specifico le tavole che si riferiscono agli studi anatomici).
Con questo lavoro ho cercato di vedere la condizione di uno stato di dolore mentale attraverso uno sguardo in parte scientifico, ed in parte storico-leggendario.
Per quanto riguarda il primo aspetto, ho fedelmente copiato la copertina dell’importantissimo trattato di Newton (Principi Naturali di Filosofia Matematica), uscito nel 1687, in cui l’autore espone una serie di teorie dalle quali dedusse la legge fisica per determinare la forza gravitazionale dei pianeti.
Nella mia ricerca, avvalendomi delle teorie newtoniane, la sfida è quella di giungere alla formulazione di una legge fisica in grado di misurare il dolore psichico che, per natura propria, non si può quantificare scientificamente, avendo esso a che vedere con la dimensione soggettiva.
Inoltre, il dolore viene qui visto secondo i tre passaggi di stato a cui sono soggette alcune sostanze chimiche (liquido, gassoso, solido).
Per quanto riguarda il secondo aspetto (storico-leggendario), ho inserito una dichiarazione, del tutto inventata, di un’ipotetica strega; alchimia, religione e scienza diventano un’unica cosa, senza distinzione.
| Mostre personali |
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| 2005 |
Appuntamento sull’Isola, il box – motore per l’arte, Orta S.Giulio (Novara) |
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| Mostre collettive |
| 2000 |
Clorofilla, Accademia di Belle Arti “Carrara”, Bergamo |
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| 2004 |
Senza Freni! a cura di NO production, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano |
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| Progetti scenografici |
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| 2003 |
Luna morta, regia di Cesi Barazzi, Biblioteca comunale, Sesto San Giovanni (Milano) |
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| 2004 |
Una voce, regia di Cesi Barazzi, Teatro Greco, Milano |
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| Collaborazioni e progetti speciali |
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| Dal 2003 membro del collettivo Glückstrabe: |
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| 2005 |
Notti in Bianco, Art & Gallery, Milano |
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Beauty is not so difficult, Fondazione delle Stelline, Milano |
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Altri fantasmi, GAS ART, Torino |
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| 2004 |
Làdoveceralerba, progetto satellite al Salone del Mobile, via Gluck 48, Milano |
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Notti in bianco, Artandgallery, Milano |
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Senza Freni!, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano |
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duetart gallery
vedi opere |
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